L'Egitto

Informazioni utili

Clima

L’Egitto è una destinazione mediterranea, ma ha un clima semidesertico. Da marzo a novembre clima caldo, ma secco e ventilato; solo al Cairo ci può essere una certa umidità. Da dicembre a febbraio durante il giorno il clima è mite, con una notevole escursione termica notturna. In inverno, al Cairo e sulla costa mediterranea può piovere.
Durante l’estate, le temperature massime in media sono pari a 36 gradi, mentre le minime sono pari a 22 gradi. Il mese più caldo è luglio, con temperature massime superiori anche a 40 gradi. In inverno, le temperature massime in media sono pari a 19 gradi, mentre le minime sono pari a 10 gradi. Il mese più freddo è gennaio, con temperature comprese tra 8 e 18 gradi. 

Comunicazioni

Dall’Egitto all’Italia comporre il prefisso internazionale 0039 seguito dal numero dell’abbonato, comprensivo di prefisso con lo zero. Dall’Italia all’Egitto comporre il prefisso internazionale 0020 più l’indicativo interurbano, senza lo zero, e numero dell’abbonato. I telefoni cellulari ricevono ovunque anche all’interno delle oasi Sahariane. Non ricevono durante la navigazione in Nubia e in pieno deserto.

Cucina

I piatti tipici sono a base di riso, cipolle, legumi (soprattutto fave), carne di manzo o montone cotta alla brace o allo spiedo; i cibi sono molto saporiti e non troppo speziati, la verdura è in genere buona, ottima la birra. I prodotti alimentari tipici delle oasi sono i datteri, di varie qualità freschi o secchi, e le olive, utilizzate per produrre un'ottima qualità di olio o per essere messe in salamoia. Vengono inoltre prodotti il carcadè e la menta, oltre a vari tipi di ortaggi e di frutta.
I piatti che si possono trovare nei ristoranti sono  quelli tipici della cucina egiziana: le insalate locali a base di pomodori, olive e cetrioli, le salse tipiche (tahina, babaganough, hommos), il riso, lo shakshouka (un misto di carne o fegato con pomodoro e uovo), la molokheya siwana, il pollo cotto in spiedini, e altri cibi tipici egiziani (kebab, spiedini, zuppa di lenticchie).. Un piatto più tipico della tradizione beduina è la carne di capra o di montone cotta sotto la sabbia ma viene preparato solo appositamente o in occasioni speciali. Mentre la cucina tradizionale consumata in famiglia ha piatti più particolari fatti da ingredienti come farina, datteri, olio di oliva, erbe, pane, miele, uova, carne.
Fonte: Kel12

Documenti

Le autorità di frontiera egiziane consentono l’ingresso nel paese con i seguenti documenti: passaporto con validità residua di almeno sei mesi alla data di arrivo; solo per turismo, carta d'identità cartacea valida per l’espatrio con validità residua di sei mesi, accompagnata da due foto formato tessera (in mancanza delle quali non viene rilasciato il visto d’ingresso; si raccomanda pertanto di munirsi delle foto prima della partenza dall'Italia). Si segnala che le Autorità di frontiera egiziane non consentono l’accesso nel Paese ai viaggiatori in possesso di carta di identità elettronica con certificato di proroga (cedolino cartaceo di proroga di validità del documento).  Si raccomanda in tal caso di utilizzare altro tipo di documento (passaporto), onde evitare il respingimento alla frontiera.
Il visto è obbligatorio, da richiedere presso i Consolati e l’Ambasciata d'Egitto o solo in caso di turismo  direttamente negli aeroporti dietro pagamento di 15 dollari USA o ammontare equivalente in euro. Nel caso di ingresso in Egitto con la carta d’identità, il visto verrà apposto su un apposito tagliando da compilare all’arrivo, previa consegna di due foto tessera (che devono essere portate con sé dall’Italia).

Elettricità

L’energia elettrica viene erogata a 220 volt; la presa è la classica bipolare (senza la terra centrale) utilizzata molto anche in Italia.

Fuso orario

La differenza di fuso orario è di un’ora in più rispetto all’ora italiana, che si mantiene anche in periodo di ora legale, seppure con qualche variazione di inizio e termine.

Lingua

Quella ufficiale è l’arabo, ma l’inglese è compreso e parlato abbastanza bene ovunque. Diffuso l’italiano a Sharm el Sheikh.

Vaccinazioni e precauzioni sanitarie

Non sono richieste vaccinazioni. E’ richiesto il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla ai viaggiatori con età superiore ad un anno e provenienti da zone a rischio, come alcuni paesi dell’Africa Sub-Sahariana o Occidentale (non viene quindi richiesto ai connazionali provenienti direttamente dall'Italia).
Si consiglia di premunirsi di compresse contro eventuali disturbi gastro-intestinali, che possono essere abbastanza frequenti in Egitto, nonché di farmaci di uso personale difficilmente reperibili sul posto. Non bere mai acqua corrente, ma solo bevande imbottigliate, tè o caffè; non mettere ghiaccio nelle bibite ed evitare in genere di bere bevande ghiacciate di alcun tipo.
Da giugno a fine ottobre, nelle zone rurali del delta del Nilo, della regione di El Faiyùm, nelle oasi e in una parte dell’Alto Egitto esiste il rischio di contrarre la malaria. Le farmacie nelle maggiori città non sempre sono ben rifornite e comunque non è  acile trovare gli stessi prodotti usati in Italia. Si consiglia inoltre di non stare esposti al sole per lunghi periodi, avere sempre un copricapo, riposare in cabina o in camera per un quarto d’ora al rientro dalle escursioni prima di intraprendere altre attività.

Valuta

In Egitto ha corso legale la Lira egiziana, pari circa a € 0,13, che si divide in 100 piastre. Non esistono particolari restrizioni per l’importazione di valuta straniera, che può essere facilmente cambiata presso tutte le banche al Cairo, a Luxor e ad Assuan.

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Egitto per immagini

Viaggiare informati

Imprevisti e cambiamenti
In Egitto alcune levatacce sono inevitabili per evitare di effettuare trasferimenti e visite nelle ore più calde del giorno. A volte i programmi di viaggio possono subire delle modifiche nell’ordine delle visite e dei pernottamenti, senza peraltro variare il numero degli stessi; soprattutto in primavera improvvise tempeste di sabbia possono impedire l’operatività dei voli, costringendo a stancanti trasferimenti in treno o in pullman. Per le motonavi che prevedono la navigazione fino a Dendera e ad Abydos, segnaliamo che, a seconda della navigabilità del Nilo, l’escursione può essere effettuata in pullman. 
 
Mance
Bakshish, cioè mancia, è la richiesta di chiunque vi presti un servizio o venda qualcosa. Urlata, sibilata, sottintesa, dichiarata, è sicuramente la parola che imparerete per prima e sentirete più frequentemente nella terra dei Faraoni. Magari si riduce ad una cifra minima, ma non si può negare a nessuno, dal lustrascarpe al cameriere, dal taxista al cammelliere. La mancia, in Egitto, è un'entità non quantificabile in percentuali ma, essendo l'illusione di un “qualcosa in più”, non può essere evasa, pena amarissime invettive, incomprensibili ma sferzanti.

 

Patrimonio UNESCO

Quella di  Sito Patrimonio dell'Umanità è la denominazione ufficiale delle aree registrate nella Lista del Patrimonio dell'Umanità della Convenzione sul Patrimonio dell'Umanità adottata dalla Conferenza generale dell'UNESCO il 16 novembre 1972, con lo scopo di identificare e mantenere la lista di quei siti che rappresentano delle particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale. Attualmente l'Italia è la nazione a detenere il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità (45 siti), seguita dalla Spagna (41 siti) e dalla Cina (39 siti).

I siti UNESCO in Egitto sono 7.

•    Abu Mena
Abu Mena (conosciuta anche col nome di Abu Mina) era una città, un complesso di monasteri e un luogo di pellegrinaggio cristiano nell'antico Egitto. Si trova nel territorio del governatorato di Alessandria, a circa 45 chilometri a sud-est di Alessandria. Nel 1979 il sito venne inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Poche rovine sono ancora in piedi, ma le fondamenta degli edifici maggiori (come quelle della grande basilica) sono facilmente riconoscibili. Il recente sfruttamento agricolo della regione ha causato l'innalzamento della falda freatica sotterranea, che a sua volta ha causato il crollo di alcuni edifici e ne ha reso instabili altri. Per questa ragione nel 2001 il sito è stato aggiunto all'elenco dei patrimoni dell'umanità in pericolo.

•    Antica Tebe con la sua necropoli
Tebe, Uasit, detta anche Pi Amon (Casa di Amon) o semplicemente La città è un'antica città dell'Alto Egitto, situata presso le attuali Karnak e Luxor. Già nota al tempo della IV dinastia; divenne celebre quando i suoi monarchi si ribellarono ai sovrani di Menphi della X dinastia), riunificando nuovamente tutto il paese e fondando l'XI dinastia. Divenne così capitale di fatto del Medio Regno anche se la capitale ufficiale era Ity Tawy ("La dominatrice delle Due Terre"), collocata più a nord vicino alla zona del Fayum (dove in effetti si trovano le necropoli reali del Regno Medio). Grande influenza ebbe la sua divinità principale Amon, che divenne principale protettrice della regalità egizia nella forma di Amon-Ra re di tutti gli dei. Durante il Secondo Periodo Intermedio fu capitale delle dinastie che mantennero una certa autonomia anche durante il periodo dei sovrani hyksos. Con l'avvento della XVIII dinastia Tebe divenne la capitale a tutti gli effetti e tale rimane sotto i sovrani del Nuovo Regno. Successivamente, con la XXI dinastia, la capitale politica fu trasferita nel delta, ma la città rimase il centro del culto di Amon (o Ammone). Nel 663 a.C. fu completamente distrutta dall'invasione di Assurbanipal e i suoi abitanti resi schiavi e deportati. Si riprese lentamente, ma fu nuovamente distrutta da altre guerre e da un terremoto nel 27 a.C.. I vari conquistatori, tra cui ultimi, i Romani, la spogliarono dei suoi tesori e dei monumenti più belli. In età cristiana vi sorsero conventi e chiese e il nome della città mutò in Tria Kastra, quindi divenne el-Uqsur, da cui l'attuale Luxor. Lungo la riva del Nilo, si stende la necropoli tebana. Assai note la Valle delle Regine e la Valle dei re, nelle quali scavi archeologici portarono alla luce le tombe dei sovrani del Nuovo Regno. Famoso il ritrovamento della tomba di Tutankhamon. Nella zona pianeggiante, vi sono i resti e le rovine di maestosi edifici e templi, in onore o per il culto dei defunti, quali il tempio di Medinet Habu, i colossi di Memnone, il tempio di Ramesse II e il tempio di Seti I.

•    Il Cairo islamica

•    Menphi e la sua necropoli - La piana delle Piramidi da Giza a Dahshur
Menphi e la sua necropoli - La piana delle Piramidi da Giza a Dahshur (1979) Menfi (nome attuale Mit Rahina, traslitterato in Menfi) fu capitale dell'Antico Regno dell'Egitto dalla costruzione, intorno al 2700 a.C., fino alla sua dissoluzione nel 2200 a.C. In seguito, durante il Regno medio, diventò capitale del I nomos (distretto) del Basso Egitto. Si trova a circa 19 km a sud dalla città odierna del Cairo, sulla sponda occidentale del Nilo.
La necropoli di Giza è situata nella piana di Giza, alla periferia de Il Cairo, in Egitto. Questo complesso di antichi monumenti dista 8 km circa dall'antica città di Giza, sul Nilo, e 25 km circa dal centro del Cairo in direzione sud-ovest. Al suo interno si trova la Piramide di Cheope (o Grande Piramide), l'unica tra le sette meraviglie del mondo giunta sino ai giorni nostri. La forma piramidale perfetta fu adottata dai costruttori egizi proprio perché, oltre al culto dei faraoni, era praticato pure quello del sole. Infatti gli spigoli della piramide rappresenterebbero i raggi solari che scendono sulla terra: la piramide era la scala per salire al cielo. Gli egizi erano molto precisi ad orientare ciascuna delle quattro facce nella direzione di un rispettivo punto cardinale. Proprio le tre grandi piramidi di Giza lo testimoniano; nell'area sud-occidentale del Cairo. Questa necropoli dell'Antico Egitto è composta dalle tre piramidi principali di Cheope, Chefren (o Khepren) e Micerino (o Mykerinus), attorniati da altri piccoli edifici satellite, noti come piramidi delle regine, rampe e piramidi della valle. La Grande Sfinge sorge sulla parte orientale del complesso, con la faccia rivolta verso est; attualmente gli egittologi ritengono che il volto della Grande Sfinge sia quello di Chefren. Assieme a questi monumenti reali sono presenti anche le tombe degli alti ufficiali e molti memoriali e monumenti risalenti al Nuovo Regno e posteriori alla loro costruzione, eretti per riverenza nei confronti dei sepolti nella necropoli. La fase principale di costruzione della necropoli avvenne attorno al XXV secolo a.C. e fu resa popolare ai tempi dell'Ellenismo nel momento in cui la Piramide di Cheope fu inserita da Antipatro di Sidone nella lista delle sette meraviglie del mondo. Per via delle foto e dei ritratti realizzati nel XIX secolo, le piramidi di Giza sono in generale immaginate dai turisti come se fossero posizionate in una remota località desertica, sebbene in realtà la loro zona sia circoscritta da una popolosa area urbana formata da numerose palazzine. La necropoli di Giza, assieme agli antichi siti di Menphi, Saqqara, Dahshur, Abu Rawash ed Abusir, sono stati proclamati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1979.

•    Monumenti Nubiani da Abu Simbel a Philae
Abu Simbel (o anche Abu Simbal, Ebsambul e Isambul; in lingua araba أبو سنبل o أبو سمبل) è un sito archeologico dell'Egitto. Si trova nel governatorato di Assuan, nell'Egitto meridionale, sulla riva occidentale del Lago Nasser, a circa 280 km a sud di Assuan. Il complesso archeologico di Abu Simbel è composto da due enormi templi in roccia ricavati dal fianco della montagna dal faraone Ramses II nel XIII secolo a.C., eretti per intimidire i vicini Nubiani e per commemorare la vittoria nella Battaglia di Kadesh.
Cartina che indica la posizione di Abu Simbel Il sito archeologico fu scoperto, quasi completamente ricoperto di sabbia, nel 1817 dall'archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni. Nel 1979 è stato riconosciuto come patrimonio mondiale dell'Umanità dall'UNESCO.
Philae (in greco: Φιλαί), conosciuta anche col nome di Pilak o P'aaleq (in egiziano: posto remoto o la fine, o ancora l'isola ad angolo) o in arabo: Anas el Wagud, è un'isola che si trova lungo il corso del Nilo; qui anticamente si trovava un complesso di templi, che oggi si trova sulla vicina isola di Agilika. Nel 1979 il complesso di templi di Philae è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

•    Monastero di Santa Caterina
Il Monastero di Santa Caterina o Monastero della Trasfigurazione o in greco Μονὴ τῆς Ἁγίας Αἰκατερίνης è un monastero del VI secolo situato ai piedi del monte Sinai in Egitto, alla foce di un canyon inaccessibile. Dedicato a Santa Caterina d'Alessandria, è il più antico monastero cristiano ancora esistente. Nel 2002 è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO per la sua architettura bizantina e perché luogo sacro per tre grandi religioni: Cristianesimo, Islam ed ebraismo. Il monastero conserva inoltre una vasta collezione di manoscritti e icone  antichissimi. In particolare possiede la più vasta biblioteca di testi antichi bizantini dopo quella della Città del Vaticano: la più grande e la meglio conservata oggi.

•    Wadi al-Hitan (Valle delle Balene)
Wādī al-Ḥītān (in arabo: وادي الحيتان, letteralmente valle delle balene) è un sito paleontologico che si trova nel governatorato del Fayyum, nel deserto occidentale dell'Egitto. Nel 2005 è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO per le centinaia di fossili che si trovano in quest'area, rappresentanti gli archeoceti, cioè antichissimi progenitori delle odierne balene. I fossili mostrano resti di arti nascosti, testimoniando così l'evoluzione dei cetacei da forme di vita terrestri a forme di vita marine.

 

Ramadan

Durante il mese di Ramadan, la cui cadenza varia a seconda del calendario lunare  - nel 2012 dal 20 luglio al 19 agosto -  viene osservato il digiuno, uno dei precetti fondamentali della religione islamica. È un momento molto significativo per il Paese: dall’alba al tramonto l’astinenza comprende cibi, bevande e tabacco e la vita si trasforma e funziona al rallentatore. I servizi pubblici e spesso anche i negozi applicano un orario ridotto per consentire ai fedeli di consumare il pasto di rottura del digiuno dopo il tramonto. La sera poi è il momento più vivo e folcloristico della giornata. Si tratta di una condizione particolare che potrebbe causare al viaggiatore lievi disagi, ma può essere altrettanto interessante dal punto di vista sociologico.

La crociera sul Nilo

Una crociera sul Nilo è quindi un viaggio prettamente culturale, fitto di visite ed escursioni impegnative con sveglie sempre all’alba, ma è un viaggio che consente di ripercorrere 5000 anni di storia. Sulle rive del fiume sorgono alcuni tra i monumenti storici più rappresentativi dell'antico Egitto, che costituiscono il fulcro delle escursioni, mentre la vita di bordo, in navigazione, scorre secondo i ritmi che ognuno desidera. L’esperienza di una crociera sul Nilo coniuga l’interesse culturale del viaggio in Egitto con le comodità di un soggiorno in un grande albergo. Va però sottolineato che i battelli, costruiti appositamente per la navigazione fluviale, pur essendo dotati di tutti i più moderni comfort, non possono essere paragonati alle navi da crociera in mare aperto, in quanto le misure delle stesse sono limitate dalle dimensioni delle chiuse di Esna, che regolano il livello delle acque.   Il Nilo scorre verso il Mar Mediterraneo lungo un piano inclinato, con diverse profondità delle acque: si rende quindi necessario regolarizzare l’altezza delle stesse per facilitare la navigazione dei battelli; ecco che ad Esna sono state costruite due chiuse (ce ne sono altre lungo il corso del fiume fino al Cairo) che permetono alle navi di “salire o scendere” il Nilo: se si naviga
verso Assuan la nave viene alzata, verso Luxor viene invece abbassata. Il passaggio dura circa mezz’ora, ma a causa dell’alto numero di navi presenti sul Nilo, l’attesa è lunga. Poiché tutti i battelli lungo questo tratto del fiume effettuano in prevalenza gli stessi itinerari, è facile immaginare che si creino delle lunghe
code. L’attesa può essere piacevolmente ingannata partecipando al mercato “volante” che si crea intorno alla chiusa, con i venditori che lanciano a bordo galabeye e aspettano il relativo pagamento. Terminata la costruzione della seconda chiusa, i tempi di attesa sono comunque ridotti.
Le tappe
Abydos
Non direttamente sulle sponde del Nilo, si trovano i templi di Abydos, una delle necropoli più importanti nella storia dell'Antico Egitto. Deve la sua notorietà soprattutto agli edifici religiosi fatti erigere dai faraoni. Il tempio funerario di Seti I, dedicato ad Osiride, è uno dei più significativi; costruito in arenaria su un declivio, presenta bassorilievi e sculture parietali stupende che celebrano, in ognuno dei sette santuari popolati di cartigli, figure, storie e immagini, il culto della divinità. Ad una estremità della terrazza del tempio si trova una cappella dedicata al dio dei morti, nota come Tomba di Osiride.

Dendera
Tra le rovine dell’antica Tentyris, che sorgeva sulla riva sinistra del Nilo, si erge il Tempio della dea Hathor, madre di tutti gli dei. Costruito in epoca tolemaica perpendicolarmente al fiume, presenta articolate strutture architettoniche e meravigliose pitture parietali. È da questo tempio che la spedizione napoleonica asportò il famoso Zodiaco, esposto oggi al Louvre.

Esna
Sulla riva sinistra sorge il Tempio di Esna dedicato a Khnum, il dio creatore dalla testa di ariete. La costruzione è di origine greco-romana e venne successivamente ricoperta di sabbia. Di notevole bellezza sono le colonne che contribuiscono ad accentuare quest’aria di monumentale solennità.

Edfu
Il grande Tempio tolemaico, dedicato a Horus, il dio dalla testa di falco, la cui statua domina il cortile antistante il pronao, è ancora in perfetto stato. Le decorazioni sono quasi tutte di carattere religioso-mitologico e rappresentano formule magiche e riti sacrali.

Luxor
Nel centro di Luxor, che ricopre la parte meridionale dell’antica Tebe, capitale dell’Egitto durante il Medio e Nuovo Regno, sorge il Tempio di Luxor, iniziato da Amenophis III (che lo dedicò al dio Sole Amon-Ra, alla sposa Mut e al loro figlio, la divinità lunare Khonsu) e successivamente continuato da Tutankhamon e abbellito da Ramsete II. Degli obelischi che ornavano il tempio uno venne donato a Luigi Filippo di Francia e ora troneggia in Place de la Concorde a Parigi. L’altro grande complesso, il Tempio di Karnak, dedicato al dio Amon, sorge sulle sponde del Nilo. I faraoni non cessarono di ingrandirlo e di trasformarlo e infatti presenta un susseguirsi di templi, statue, sale e pareti decorate magistralmente. Tebe, chiamata da Omero “la città dalle cento porte”, raggiunse il suo massimo splendore tra la XVIII e la XX dinastia. Furono proprio i faraoni di quest’epoca a dare inizio alla necropoli, decidendo di nascondere i propri sepolcri per paura che venissero profanati dai ladri e di separarli dai templi funerari, costruendoli in una valle segreta e piena di anfratti, l’attuale Valle dei Re, e sistemando i sepolcri delle regine e di alcuni principi in altre aree vicine. La visita alla Valle dei Re e delle Regine è uno dei momenti più emozionanti del viaggio in Egitto, anche se i tesori scoperti all’interno delle tombe sono esposti nei musei (i più importanti sono quelli del Cairo, di Londra e di Torino). Accanto alla necropoli della Valle dei Rei si trovava il villaggio di der el-Medina, con le abitazioni, le capelle e le tombe della comunità di operai e artigiani incaricati di scavare e decorare le tombe reali di Tebe. Completano il percorso nell’antica Tebe i Colossi di Memnon, giganti di pietra alti 15 metri posti a guardia della vallata, l’imponente Tempio funerario della regina Hatshepsut a Deir el Bahari e il complesso di Medinet Habu, uno dei monumenti più sottovalutati della sponda occidentale, con il tempio funerario di Ramsete III. Il piccolo e moderno Museo nel centro di Luxor, inaugurato nel 1975, ospita interessanti reperti archeologici ed è dedicato alla mummificazione.

Kom Ombo
Il Tempio tolemaico-romano, dall’aspetto di acropoli, era dedicato al dio-coccodrillo Sobek e ad Haroeris, una delle manifestazioni solari di Horus, e per questo ogni elemento architettonico è “doppio”: sulla facciata due porte introducono, tra due doppie file di colonne, a doppie camere e santuari.

Assuan
Affacciata sul Nilo al limite dell’antico impero egizio, immersa in un paesaggio di suggestiva bellezza, Assuan è stata per secoli porta di ingresso in Egitto per le carovane africane e rimane ancora oggi, nonostante la presenza dei turisti, un centro sonnolento dal fascino di terra lontana, dove si respira un clima di grande serenità e dolcezza. La vita scorre intorno al pittoresco mercato, nel centro del paese, che offre ogni tipo di mercanzia. Alle antiche Cave di Granito, a sud della città, si può ammirare un gigantesco obelisco incompiuto, alto circa 45 metri, che sarebbe potuto divenire il più grande esistente se non si fossero aperte alcune crepe durante la sua costruzione e non fosse stato quindi abbandonato. Vicino alla prima cateratta del Nilo, la Grande Diga è la colossale opera realizzata tra il 1960 e il 1971, che ha creato il bacino lungo circa 500 km del lago Nasser. Pur offrendo a tutto il paese energia elettrica e miglior irrigazione, ha creato un vero e proprio sconvolgimento ambientale, che ha portato alla necessità di spostare monumenti che sarebbero stati sommersi dalle acque. Tra questi il complesso tolemaico dei templi di Iside che, dall’isola di Philae dove sorgeva, è stato collocato a 500 metri di distanza e 30 metri più in alto rispetto a prima, sull’isola di Agilkia. Interessanti reperti archeologici e manufatti recuperati in Nubia, sono raccolti nel Museo Nubiano, dove è possibile anche approfondire la conoscenza
degli usi e costumi tipici di questa zona.
 
Fonte: Turisanda

Il Mar Rosso

Il Mar Rosso rappresenta, grazie alla presenza delle barriere coralline, uno degli ecosistemi con la maggiore biodiversità: esplosione di vita, rigogliosità, colore e complessità biologica fanno da sfondo ad una vacanza in uno dei mari più belli del mondo.
Oltre a vivere la propria vacanza godendo del sole, delle spiagge e del mare cristallino, è altrettanto interessante e divertente esplorare la barriera; i coralli che la formano sono colonie di piccolissimi animali che, nel corso di un’evoluzione durata milioni di anni, hanno costruito queste poderose strutture.
Essere consapevoli che le barriere coralline sono esseri viventi e non rocce o pietre, ci aiuta a comprenderne l’importanza e a non toccare, calpestare o rompere i coralli, in modo da non arrecare il minimo danno a questo delicato ed affascinante ecosistema. Come in ogni ambiente, il rispetto per quello che ci circonda è indispensabile. È buona norma non prelevare alcun organismo marino, sia esso vivo o morto, dal mare e dalla spiaggia ed è vivamente sconsigliato acquistare oggetti realizzati con componenti animali (coralli, conchiglie, denti di squalo, gusci o parti di tartaruga). Molti di questi animali sono specie protette ed in pericolo di estinzione, mentre coralli e conchiglie contribuiscono alla formazione della sabbia sulle spiagge.
Pesci coloratissimi, coralli e la particolarissima flora di questo ecosistema sono visibili già dalla spiaggia. La conformazione dei coralli, però, in molti punti della costa, non permette di accedere e nuotare liberamente nella piattaforma antistante la riva. In questi casi le strutture alberghiere presenti in queste zone hanno ovviato al problema utilizzando dei pontili, autorizzati dagli enti locali che, allungandosi oltre la piattaforma corallina, permettono di nuotare e fare snorkeling in mare aperto, senza recare danno ai coralli. In altre parti della costa, invece, il reef  si interrompe a tratti, creando delle vere e proprie baie con lunghe spiagge sabbiose, davanti alle quali troviamo sparse nella piattaforma corallina, lagune naturali, con fondo anche sabbioso, di varie dimensioni. Le spiagge degli alberghi che si trovano in queste zone di costa danno la possibilità al turista di immergersi in queste lagune naturali direttamente da riva ed accedere alla barriera, dove nuotare liberamente in mezzo al reef, come in un meraviglioso acquario multicolore.
Consigli utili
Si consiglia di non stare esposti al sole per molte ore, di portare sempre un copricapo, di nuotare indossando una maglietta di cotone perché si corre il rischio di scottarsi anche in acqua; ricordarsi le creme protettive e i rimedi per eventuali scottature. Sui banchi corallini è facile procurarsi escoriazioni ai piedi: è bene indossare sempre scarpine di gomma o plastica molto resistenti e stare attenti in particolare al corallo di fuoco. Buona regola è non toccare niente in mare né a mani nude, né con i guanti. Non infilare le mani in alcun anfratto sia in acqua che nel deserto.
Nel Mar Rosso è severamente vietato danneggiare e/o raccogliere coralli e conchiglie, vivi o morti, e nutrire i pesci. La flora e la fauna sono protette e le leggi locali prevedono sanzioni pecuniarie ed anche l’arresto, per i trasgressori. Controlli accurati vengono effettuati alle dogane in partenza dall’Egitto. Sono severamente proibite la pesca d’altura, quella subacquea e all’arpione.

Le località
Berenice
Fondata nel 275 a.C. da Tolomeo II, Berenice, oggi ridotta a piccolo villaggio beduino, fu fino al V secolo un importante centro commerciale. Prima di arrivare a Berenice si attraversa Wadi Gimal: in questa riserva naturale di rocce multicolori e canyon, gazzelle e dromedari vivono allo stato brado. Questa zona, ancora quasi sconosciuta al turismo, offre un mare cristallino affacciato su una barriera corallina incontaminata.
Dahab
Dahab è una piccola cittadina di 1.300 abitanti, ubicata sulla costa sudorientale della Penisola del Sinai. Nata come villaggio di pescatori, adesso è un rinomato centro turistico e balneare che si affaccia sul Mar Rosso, a 100 chilometri da Sharm el Sheikh. Lungo la costa sorgono importanti complessi alberghieri così come alberghi a gestione familiare, camping e ristorantini sul mare che hanno mantenuto tutto lo stile arabo e l’ambiente beduino originario. È una meta turistica frequentata dagli amanti del windsurf (la zona è particolarmente ventosa), delle immersioni e dello snorkelling.
Marsa Alam
Già noto all’epoca dei faraoni, con l’introduzione dell’islamismo in Egitto, divenne uno dei più importanti punti di partenza dei pellegrinaggi alla Mecca. Rimasta attiva sino all’apertura
del Canale di Suez, negli ultimi anni le maggiori attività sono state la pesca e la lavorazione dei fosfati. Piccolissimo centro, abitato da pescatori e senza specifico interesse turistico, dista 45 minuti dall’aeroporto omonimo e 3 ore e mezza da Hurghada.
Quseir
Grazie alla sua ricca storia, Quseir ha un fascino unico rispetto alle altre città del Mar Rosso. Fino al X secolo fu uno dei più importanti porti sul Mar Rosso. Dominati da una fortezza ottomana, antichi edifici di corallo con balconi in legno circondano il lungomare nel centro della città e sono inframmezzati dalle tombe a cupola di numerosi santi, soprattutto pellegrini devoti morti durante il pellegrinaggio alla Mecca. Dato che lo sviluppo turistico non ha ancora raggiunto del tutto questo remoto angolo, la gente tende ad essere più cordiale e riservata rispetto ad altre località.
Sharm el Sheikh
Situata all’estremità sud del Sinai, circondata dall’anfiteatro naturale delle montagne, si affaccia direttamente su una barriera corallina spettacolare. Lungo i suoi 30 km di coste vivono diverse realtà: Na’ama, centro del divertimento e Sharm el Maya, con la bella spiaggia ed il caratteristico bazaar egiziano; eleganti strutture situate lungo la costa sono dedicate a chi desidera un soggiorno più tranquillo pur se a poca distanza dai centri commerciali e dalle attività ricreative.
 
Fonte: Turisanda