1° giorno - Italia - Yerevan
Partenza per Yerevan con voli di linea con scalo europeo. Pernottamento a bordo.
2° giorno - Yerevan
Arrivo nella capitale nelle prime ore del mattino. Accoglienza in aeroporto, disbrigo delle formalità doganali, trasferimento in hotel e sistemazione nelle camere riservate per un po’ di riposo.Capitale dal 1918, cresciuta lungo le rive del fiume Hrazdan, Yerevan risulta particolarmente piacevole grazie all’ampiezza degli spazi, al tufo usato per i palazzi che le donano delicate sfumature di colore rosa, all’abbondanza di parchi e fontane. Sarà piacevole intrattenersi con gli abitanti nei caffè situati nei parchi e godere dell’ospitalità armena. Giornata dedicata alla visita della città. Il Museo di Storia Nazionale ricco di reperti che raccontano il passato dell’Armenia: strepitoso il piano alto che ospita due carri funerari in legno e una vasta collezione di oggetti di ceramica, bronzo, terracotta oltre a gioielli e coltelli. Il sito di Erebuni, antica cittadella urartea. La fortezza fu costruita dal re Arghishtì I nel 728 a.C. secondo quanto riporta un’iscrizione cuneiforme ritrovata sul luogo, oggi conservata al Museo di Storia. La civiltà urartea dominò tra il IX e il VI secolo a.C. gran parte della regione caucasica e la Turchia orientale fino all’Azerbaidjan iraniano lasciando testimonianze di grande fattura e pregio. Il Matenadaran, la biblioteca dove sono conservati più di 14.000 manoscritti di inestimabile valore tra cui traduzioni di testi di Aristotele e Zenone, l’unica traduzione delle “Cronache” di Eusebio di Cesarea e molte altre opere greche, latine, arabe… I manoscritti meravigliano il visitatore per l’abilità delle miniature i cui fregi ornamentali brillano come fossero di pietre preziose. Il tempo non ne ha appassito i colori chiari e brillanti. Il Vernissage, il mercato che si tiene il sabato e la domenica, piuttosto interessante e affollato. Cena in ristorante e pernottamento in hotel.
3° giorno - Yerevan - Zvartnots - Etchmiadzin - Yerevan
Dopo la colazione partenza per visitare i dintorni di Yerevan. Il tempio di Zvartnots, delle “forze vigilanti”, è una delle testimonianze più suggestive della spiritualità armena, costruito da Narsete III nel 652. Oggi si possono vedere solo le imponenti rovine del tempio che fu uno dei capolavori dell’architettura armena dell’Alto Medioevo. Si prosegue per la città di Vagharshapat, antica capitale dell’Armenia fondata nel III secolo a.C., dove si visita la cattedrale di Etchmiadzin che significa “l’Unico è disceso” o ancor più letteralmente “luogo della discesa dell’Unigenito”. Secondo la leggenda l’Unigenito scese lì e mostrò a Gregorio l’Illuminatore dove doveva sorgere la prima chiesa cristiana. Fu costruita nel 303 d. C. sulle fondamenta di un altare del fuoco pagano, restaurata e ricostruita varie volte. È il Vaticano armeno, la residenza del Patriarca-Catholicos guida spirituale della Chiesa Apostolica Armena e oggi è inserita tra i siti Patrimonio Culturale dell’Umanità dell’UNESCO. La cattedrale ospita un museo con una ricca collezione di opere d’arte, icone, manoscritti, oggetti di culto e reliquie risalenti al XIV-XIX secolo. Nel giardino è possibile ammirare alcuni “khachkar”, steli funerarie a forma di croce di pregevole fattura e la porta del re Tiridate risalente al VII secolo. Non lontano dalla cattedrale sorgono i monasteri di S. Hripsimè e S. Gayanè, entrambi risalenti al VII secolo, dedicati a due vergini cristiane martirizzate dal re Tiridate III alla fine del III secolo. Con queste due chiese l’architettura classica armena raggiunge la perfezione. Dopo il pranzo visita al Museo e Memoriale del Genocidio Armeno, inaugurato nel 1967 per commemorare lo sterminio di circa un milione e mezzo di armeni tra il 1915 e il 1922 ad opera del governo dei Giovani Turchi. Il genocidio è una ferita aperta e l’ostilità verso i turchi è palpabile. Cena in ristorante e pernottamento in hotel.
4° giorno - Yerevan - Khor Virap - Novarank - Selim - Noraduz - Lago Sevan
Si parte verso il sud del paese, nell’impervia e isolata regione montagnosa di Yeghegnadzor che conserva tra gli esempi più belli dell’arte armena e i siti meno visitati. La strada attraversa la fertile valle dell’Ararat, unica vera pianura della piccola repubblica dove è possibile praticare un’agricoltura sistematica. Il cono del Monte Ararat, simbolo dell’Armenia sebbene ora si trovi in territorio turco, ci accompagna lungo il percorso. Secondo il mito sulla sommità dell’Ararat si sarebbe posata l’Arca di Noè dopo il Diluvio Universale. Raggiungiamo il monastero di Khor Virap, situato in cima a un colle sulla fertile piana. Si narra che il re Tiridate III si ammalò misteriosamente in seguito alla sua violenta soppressione del cristianesimo. Venne miracolosamente guarito da San Gregorio l’Illuminatore, un parente che aveva condannato a morire in una fossa 13 anni prima a causa della sua fede. Grato e sorpreso, il re adottò la nuova religione e da lì iniziò la conversione della nazione. Il pozzo dove Gregorio Illuminatore fu imprigionato per 13 anni si chiama Khor Virap (fossa profonda) ed è visitabile all’interno del monastero. Si prosegue risalendo montagne brulle di roccia sedimentaria. Giunti nella regione di Yeghegnadzor sosta alla chiesa bianca di Areni (XIV secolo) e al suo cimitero di pietre tombali risalenti a tempi remoti. In posizione inaccessibile fu costruito il monastero di Noravank (XIII sec.), situato in fondo a una profonda gola di roccia rossa che rende la strada per raggiungere il monastero uno scenario mozzafiato. Antica sede episcopale e monastero di indiscussa fama legato alla famiglia dei principi Orbelian, conserva stupende scene bibliche scolpite sulle facciate delle chiese costruite su due livelli, certamente i più famosi esempi di scultura del patrimonio armeno. Pranzo in ristorante nei pressi del monastero. Si esce dalla gola per tornare sulla strada principale, verso le montagne. I paesaggi sono molto belli: l’aridità delle montagne contrasta con la fertilità del fondovalle dove verdeggiano pioppi e tamerici. Si sale oltre i 2.000 metri per raggiungere il caravanserraglio di Selim, costruito nel 1332, all'epoca in cui il tratto della Via della Seta dal'Iran all'Europa passava per la città armena di Goris. E’ quello meglio conservato di tutta l'Armenia, con uno spazio centrale e due camminamenti con nicchie ai lati. Questa antica locanda per i viaggiatori, come pure la fortezza di Ambert, che controllava un altro importante tratto della Via della Seta più a nord, testimoniano la rilevanza dell'Armenia come importante snodo commerciale tra Oriente e Occidente. Al passo di Selim il paesaggio si apre su un altipiano brullo. Dopo un po’, in lontananza, s’intravvede il Lago di Sevan, centro di villeggiatura per gli armeni e uno dei luoghi più suggestivi della piccola repubblica. Sosta al villaggio di Noraduz, dove due cimiteri medievali presentano un’incredibile varietà di croci in pietra intagliate, i khachkar. Cena e pernottamento in hotel sul lago.
5° giorno - Sevan - Goshavank - Hagartzin - Dzoraget
Dopo la colazione, ci imbarchiamo per un’escursione sul lago. Nelle vicinanze e sulle sponde del lago si affacciano siti di notevole interesse. Si inizia col la visita delle chiese dei SS. Apostoli e della S. Madre di Dio (IX secolo), situate sulla penisola rocciosa che penetra nel lago e da cui si gode di un’ottima visuale. Le chiese testimoniano la rinascita dell’indipendenza armena con la dinastia dei Bagratidi dopo le invasioni arabe. Si prosegue con la visita del monastero di Goshavank (XII - XIII secolo), fondato da Mechitar Gosh, giurista e autore del codice civile armeno, posto sulla sommità di una collinetta che domina l’omonimo villaggio di Gosh. Nei pressi della cittadina visita al complesso monastico di Haghartzin (X-XII secolo), immerso nella natura lussureggiante di questa regione (la visita si effettua se i lavori di restauro che dovevano terminare nel 2010 sono effettivamente finiti). Attraverso una strada tra le montagne, si aprono bei panorami sulle vallate. L’area è punteggiata di villaggi abitati da russi molokani: un altro mondo… un altro popolo dagli occhi chiari e capelli biondi dentro al popolo Armeno. Esiliati qui da secoli, questi russi sono rimasti chiusi nella loro piccola realtà senza aprirsi al mondo esterno: si sposano tra loro, non parlano armeno e conservano le loro abitudini di vita. Si prosegue verso il Nord dell’Armenia, vicino al confine con la Georgia. Cena e pernottamento in hotel.
6° giorno - Dzoraget - Sanahin - Haghpat - Gyumri
Visita a due complessi monastici di rara bellezza, entrambi situati all’interno degli omonimi villaggi e splendidi esempi dell’architettura medievale armena. Sanahin (XXIII secolo), centro religioso e soprattutto centro culturale del nord del paese, famosissima per la sua accademia dove venivano insegnate teologia, pittura, miniatura, medicina. Continuazione verso Haghpat (X-XIII secolo), fondato dai principi Bagratouni, che illumina il visitatore sull’organizzazione e la vita di un grande monastero medievale, con le sue chiese, i conventi, il refettorio e la biblioteca. Molto interessanti le tombe sormontate dai khachkar nei pressi del complesso. Pranzo nella vicina cittadina di Alaverdi e proseguimento in direzione di Gyumri, la seconda città dell’Armenia per grandezza e importanza. Gyumri ha una storia di 2.500 anni e vecchie case di pietra dipinte di bianco dal sapore stranamente mediterraneo, ma è stata profondamente ferita dal terribile terremoto del 1988. Cena e pernottamento in hotel.
7° giorno - Gyumri - Ambert - Saghmosavank - Hovhannavank - Ashtarak - Yerevan
Partenza in direzione sud, verso Yerevan. Sosta per la visita alla fortezza di Ambert (X-XIII secolo). Situato a 2.300 metri di altitudine, in un quadro selvaggio di austera bellezza, questo baluardo costituiva un importante anello nel sistema di difesa contro i Turchi. Interessante la chiesa dell’XI secolo, sicuramente la parte meglio conservata della fortezza. Il monastero di Saghmosavank (monastero dei salmi) sorge in prossimità di un bel canyon che aggiunge fascino al luogo. La chiesa principale del complesso venne eretta nel 1215 dal principe Vace Vaciutyan sul luogo dove nei primi secoli del cristianesimo c’erano degli eremiti. La chiesa appartiene al tipo cruciforme a cupola. Il complesso monastico comprende un gavit (nartece) spazioso e un deposito dei libri oltre alla chiesa piccola. Sulla parte superiore dell’abside dell’altare c’è un bassorilievo con lo stemma di Vaciutyan: l’aquila con un agnello negli artigli. Raggiungiamo quindi il monastero di Hovhannank. La chiesa principale è una costruzione cruciforme a cupola con le due sagrestie a due piani sulla parte ovest. Lì sono applicati parecchi ornamenti; i pilastri arcati sono coronati da bei capitelli. Si distingue particolarmente l’ingresso dell’atrio su cui è scolpita una scena molto interessante sul tema delle vergini sagge e stupide. Alla destra dell’ingresso sono collocate croci di pietra addossate ai muri. Pranzo ad Ashtarak presso un’abitazione locale. Ashtarak è uno dei più antichi insediamenti umani nella valle dell’Ararat, reso celebre per i monumenti che ospita, come la chiesa di Karmiravor (VII secolo), il cui nome deriva dal colore rosso (karmir) del materiale impiegato per la sua costruzione. La chiesa è considerata un gioiello dell’architettura del VII secolo. Spitakavor (V- VI secolo) è invece la chiesa bianca (spitak) nella quale sono ancora visibili degli affreschi. della fortezza. Arrivo a Yerevan in serata. Cena in ristorante e pernottamento in hotel.
8° giorno - Yerevan - Garni - Ghegard - Yerevan
Partenza per il sito di Garni situato a 30 km dalla città. A picco sulla profonda valle del fiume Azat, innalzato su di un promontorio, in uno scenario di montagne aride e selvagge, si profila la cittadella di Garni risalente al I secolo a.C. L’insieme architettonico comprende un tempio pagano dedicato al sole, unico esempio di costruzione ellenistica conservatosi in Armenia, il palazzo reale con i bagni, dove è ancora visibile il pavimento a mosaico rosa e verde di notevole fattura e i resti della chiesa tetraconca a pianta circolare. Sosta poi al complesso monastico di Geghard (XII-XIII secolo), dove la tradizione vuole fosse conservata la lancia, geghard in armeno, che trafisse il costato di Cristo. Il monastero è stato costruito in una gola montagnosa di grande fascino e la particolarità della sua costruzione, in parte ricavata nella roccia viva, fa di questo complesso un vero gioiello ed uno dei monumenti più suggestivi del viaggio. Attorno al monastero sono visibili numerosi khachkar, alcuni finemente scolpiti nella roccia della montagna. Dopo il pranzo rientro a Yerevan dove ci sarà il tempo per una visita al mercato coperto dove i venditori offrono composizioni confezionate di mandorle e frutti secchi o canditi. Cena in ristorante e pernottamento in hotel.
9° giorno - Yerevan - Italia
A seconda dell’orario del volo, trasferimento in aeroporto e partenza per l’Italia con volo di linea via scalo europeo.
La quota comprende
Trasporto aereo con voli di linea a/r in classe economica · Franchigia bagaglio aereo kg. 20 per persona · Trasferimenti da/per gli aeroporti all’estero · Trasporti interni con minibus/bus con aria condizionata · Sistemazione in camera doppia in alberghi 3*/ 4*/5* (classificazione locale) · Trattamento di pensione completa · Visite ed escursioni come da programma, ingressi, tasse e percentuali di servizio · Guida locale parlante italiano · Accompagnatore Kel 12
La quota non comprende
Trasferimenti da/per gli aeroporti in Italia · Le tasse aeroportuali estere e il fuel surcharge · Il visto d’ingresso, costa circa 7 Euro (si ottiene all’arrivo all’aeroporto di Yerevan) · Mance, bevande, extra personali in genere e tutto quanto indicato come facoltativo · Tutto quanto non espressamente indicato nel programma e al paragrafo “la quota comprende”
Per quanto riguarda gli indumenti personali si consiglia un abbigliamento informale e “stile a cipolla” in quanto la variazione delle temperature è repentina e durante la giornata si può stare bene sia in maniche di camicia sia con una giacca pesante. Consigliati abiti leggeri e pratici per il giorno e qualche indumento pesante per la sera. Si raccomandano scarpe molto comode.
Da evitare il mimetico militare, tassativamente vietato nella maggior parte dei paesi. Agli uomini è vietato entrare nella cattedrale di Etchmiadzin in pantaloni corti o bermuda. Non è richiesto nessun abbigliamento formale.
Da non dimenticare: occhiali da sole – cappellino da sole - torcia elettrica con batterie di ricambio - farmacia personale - repellente per zanzare ed insetti - salviette igieniche - creme solari di protezione - burrocacao per labbra – collirio – rullini/memocard di riserva – scarpe e sandalo comodo con fondo antisdrucciolo – impermeabile o K-way o cerata - creme idratanti - zainetto per necessità giornaliere.
Attenzione: in inverno la temperatura può scendere anche sotto lo zero e potrebbe nevicare. Si prega pertanto di portare abbigliamento adeguato.